Sagra dei Thést: il cesto da picnic

Con enorme ritardo eccomi a raccontarvi come sono andate la fiera e la mostra!

La sagra dei Thést è stata un’esperienza estremamente ricca.

Ho imparato molto, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano. Torno a casa con più entusiasmo e più consapevolezza.

cesti in esposizione

Venendo alla mostra, questo è il quadro scelto da me:

Ritratto di bambina con gatto di Ceruti Giacomo (pittura italiana sec. XVIII).Una scena di vita semplice, ma allo stesso tempo un guizzo di dolcezza nel gesto della bambina che porta con sè il suo gatto nel cestino.

La porzione di cesto che si intravede nel dipinto parla un linguaggio chiaro, mostrando salice sbucciato e soprattutto bordo a torciglione: una tecnica tutta italiana.

Fondazione Zeri - Unibo

Ed ecco la mia realizzazione:

cesto da picnicHo lavorato in pieno agosto, approfittando di un paio di giorni di ferie per dedicarmi alla realizzazione.

Con quel caldo l’unica alternativa per poter utilizzare materiale bianco è stata quella di lavorare al fiume, perchè i rami si asciugavano molto velocemente.

Ma… la cosa non mi è poi dispiaciuta! 😉

cestaia al lavoro

Non sono abituata a lavorare con i rami bianchi. Ammetto che preferisco di gran  lunga il salice con la buccia, sia per la grande varietà di colori che si possono ottenere, sia per la facilità di lavorazione. Inoltre pelare i rami è una attività lunga e brigosa, che nessuno valuta nel momento in cui pensa a quanto lavoro serva per fare un cesto (e nel momento di dargli un prezzo). Eppure è la parte più consistente.

Comunque è stata una bella sfida e penso di essermela cavata degnamente!

base del cesto in lavorazione

struttura del cestomanico a torciglione

Ed ecco le mie riflessioni personali alla fine di questa avventura.

Questo lavoro mi ha trovata veramente arrugginita.

Ho faticato molto, anche perché si trattava di un modello mai sperimentato prima. In ogni caso mi ha ricordato che non intrecciavo da troppi mesi, e in effetti nel risultato finale si vede.

La fiera mi ha dato la possibilità di confrontarmi con artigiani professionisti, e di ricevere molte preziose critiche costruttive, oltre che complimenti. Non posso dirvi quanto questa cosa mi abbia resa felice, perché mi ha permesso di guardare a tutti i miei lavori con occhi nuovi, dandomi l’opportunità di capire tutti i punti deboli e di migliorarli da adesso in avanti.

Ora sento di avere nelle mie mani una marcia in più e di poter fare un salto di qualità, se riuscirò ad essere un po’ più costante e a dedicare a quest’arte un po’ più di tempo.

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