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Intrecciare è la mia passione.

Qualcuno ama lo sport, qualcuno i libri, altri amano il cinema, la pittura, il ricamo.

Io amo gli alberi e i rami, e amo i cesti.

In questi anni ho ingannato me stessa, mi sono raccontata che la mia passione non valeva la pena di essere portata avanti. Che il lavoro era più importante. Che una persona adulta si deve occupare di altro. Mi sbagliavo.

Si, certo, sentivo la mancanza di intrecciare, ma poi la vita ti trascina nel suo turbinio e chi ci pensa più? Pensi che un giorno forse ricomincerai, ma quel giorno non arriva mai perché la priorità è sempre altrove. Eppure qualcuno ha creduto in me, e mi ha aiutata a riflettere. Davvero la routine è più importante dei propri sogni? Se non sono i nostri sogni a farci sentire vivi, cosa mai potrebbe farlo?

Non pensavo che l’intreccio fosse così importante per la mia vita. Ma è bastato riprendere in mano i miei rami per capire quanto ne avevo davvero bisogno! Intrecciare non è solo un gesto manuale e metodico, è un intero mondo.

E’ andare per boschi con lo sguardo acuto cercando tra le sfumature di verde. E’ provare tenerezza per gli incolti abbandonati e pieni di polloni. E’ sentire il vento freddo addosso mentre strisci in mezzo ai cespugli ispidi. E’ gestire grandi quantità di acqua cercando di non creare spreco. E’ mani doloranti e screpolate. E’ colori e profumi (e a volte puzza). E’ una sfida continua tra la forma e il ramo.

Ricominciare a intrecciare mi ha costretta a uscire di più, a stare al sole e al vento. Mi ha obbligata a organizzare meglio il mio tempo e a ricavare spazio per me. Mi ha fatto bene.

Il risultato è un quarto di cesto venuto bene, e tre quarti che non posso mostrare in fotografia ;P

Cesto rustico in olmo, carpino e vitalba

Per la struttura del cesto ho raccolto e intrecciato una delle mie piante preferite: l’olmo. Trovato lungo uno di quei sentieri semiabbandonati, accanto alle fabbriche, dove nessuno passa perché non c’è nulla da vedere se non sterpaglie. Ecco, quelle sterpaglie mi hanno rapito il cuore. Un misto di olmo e qualche altra essenza, che potrebbe essere carpino, dal colore più grigiastro. Mi hanno fatta penare, questi rami! Duri e testardi, da spaccarsi le mani. Ma le sfumature sono splendide, per cui tutto gli è stato perdonato.

Per il fondo ho rispolverato della vitalba ormai secca e dimenticata in fondo alla cantina. Bollita e pelata ha fatto il suo dovere!

E così, con questo quarto di cesto, ho ripreso in mano la mia passione.

Buon inizio a me!