Cesto Fiume

Ho chiamato questo cesto “fiume” perché è lì che cresce la varietà di salice con cui è stato realizzato.

Dopo questo lungo periodo di pausa mi sono accorta di essere relativamente a corto di materiale da intreccio, e ho realizzato di non avere mai davvero esplorato i dintorni da quando ho cambiato casa. Finalmente è arrivato il momento.

E’ sorprendentemente facile trovare materiale da intreccio se si sa cosa cercare! Il più delle volte cresce proprio sotto casa, o lungo la strada che percorriamo tutti i giorni, ma siamo sempre di fretta e sfrecciamo in qua e la senza soffermarci su ciò che ci circonda. Il nostro cervello percepisce vagamente il paesaggio e passa oltre. Che peccato però!

Ricordo che, a vent’anni, ho scoperto l’identità degli alberi per la prima volta. Prima di allora tutto quello che era verde era una generica pianta, e pensavo ci volesse un esperto di botanica per capire la differenza tra l’una e l’altra. E’ stato entusiasmante imparare a riconoscerle, e straordinariamente semplice: gli alberi sono così diversi tra loro. La forma delle foglie, il colore, il frutto, il seme.

Il primo albero che ho imparato a riconoscere è stato il Bagolaro, che abbondava lungo i bastioni della mia città adorata, Ferrara, dove a quel tempo vivevo e studiavo. Detto anche Spaccasassi per la forza delle sue radici, era il mio preferito per la grande ombra, quelle foglie frastagliate così mobili al vento, scure ed eleganti, e le bacche nere come piccole ciliegie.

Oggi riconosco molti altri alberi, eppure ancora mi stupisco della varietà e di quante piante ci siano ancora per me da imparare.

Il salice è facile!

Durante la bella stagione si riconosce anche da lontano per la sua chioma dal colore verde-grigio, che si stacca nettamente dalle altre. Lo si trova ovunque ci sia un po’ di acqua, quindi spesso lungo i fiumi, i canali, i laghi. Più comune a valle, ma diffuso praticamente ovunque. In inverno alcune varietà si riconoscono dal colore dei rami, tra i più vivaci e accesi tra gli alberi delle nostre zone: giallo intenso, rosso-mattone, verde-grigio.

La tavolozza di colori che offre questa pianta meravigliosa è incredibilmente variegata. Ci sono varietà gialle con le punte rosse, ci sono colori tenui o sfacciati, alcuni addirittura, una volta seccati, sono completamente neri.

Photo by Elisa on Unsplash

Quando ero proprio all’inizio del mio viaggio nel mondo dell’intreccio mi limitavo a raccogliere da alcune piante vicino casa, e tutto il mio materiale era dello stesso colore bruno-arancio, ricco e vivace. Ricordo che quando ho cominciato a espandere le mie conoscenze ho iniziato a provare pura invidia per quei cestai che disponevano di varietà diverse. Una in particolare mi attirava per il suo colore “sobrio” verde-grigio, molto adatta al gusto attuale.

Per poi scoprire che qualcosa di molto simile cresce a 500m da casa mia.

Si, perchè è così che succede: abbiamo sempre le orecchie tese per vedere i risultati degli altri, e ci dimentichiamo di guardare cosa possiamo fare con ciò che abbiamo a disposizione, e spesso le nostre risorse sono di gran lunga superiori a quanto ci aspettavamo.

Alcune settimane fa ho scovato questo angolo di paradiso dove cresce il salice “verde”.

Per la natura del luogo, i rami crescono dal terreno in polloni, propagati dal fiume. Sterpaglie agli occhi inesperti. Chi sospetterebbe che questi “ramoscelli” sparsi qua e là appartengano a una pianta in grado di diventare un maestoso albero centenario? Eppure il fiume, come un generoso spirito benigno, li dispone comodamente sul suo percorso, quasi a voler rendere la raccolta più semplice per noi che lo rispettiamo. E’ amore corrisposto.

Con i sottili rami raccolti ho intrecciato un cestino dalle forme rotondeggianti. Non ho sentito il bisogno di mescolare altre varietà perché questi rami hanno già mille micro-sfumature, e rendono il lavoro straordinariamente variegato e mai piatto.

Un intreccio semplice, proprio perchè i rami giovani e sottili si arrendono facilmente alle mani. Intrecciarlo è stato divertente, veloce e ricco di soddisfazioni.

Il lavoro finito è un piccolo oggetto profumato di fiume e di spiriti dell’acqua.

Anche il gatto ha apprezzato 😉